Il reddito di cittadinanza: tra opinioni differenti e nuove figure professionali


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Da aprile 2019 anche in Italia sarà possibile richiedere il reddito di cittadinanza, dimostrando di possedere determinati requisiti. Tale riforma permette al nostro paese di mettersi in pari con altri Stati membri come ad esempio la Germania e la Francia.

(lospiritodeitempi.it)

L’RSA (reddito di solidarietà attiva) francese, creato nel 2005, si prefigura lo scopo di sostenere i cittadini più poveri mediante finanziamenti pari al 50% del reddito mediano.

Tale servizio è fornito dalla CAF (cassa di allocazioni familiare) che ha come obiettivo la riduzione della povertà e il relativo forte impatto della medesima in Francia. Questo aiuto da parte dello Stato richiede, ad ogni modo, una proposta di progetto lavorativo o una ricerca attiva di lavoro. Quest’ultima avviene mediante un organismo statale chiamato “Pôle emploi” che guida i disoccupati o lavoratori verso il loro progetto professionale.

Questo sistema, malgrado la sua azione diretta, ha sollevato differenti critiche soprattutto da parte di esponenti della destra francese, i quali hanno messo in luce come questo servizio possa risultare un’occasione per i “furbi” convinti di poter così sottrarre impropriamente denaro allo Stato. L’opinione pubblica che questo sistema non inciti la gente a lavorare bensì la spinga a rimanere in uno stato di permanente disoccupazione, comunemente conosciuto come “assistenzialismo”.

Tale problematica è stata argomentazione pure delle critiche sollevate dall’opinione pubblica italiana, in merito all’attuale legge sul reddito di cittadinanza italiano.

Le utilità economiche della suddetta legge si suddividono in due categorie:

  • integrazione del reddito familiare fino alla soglia di 6000 euro moltiplicati per la scala di equivalenza (7.560 euro per la Pensione di cittadinanza);
  • l’altra, destinata solo a chi è in affitto, incrementa il beneficio di un ammontare annuo pari al canone di locazionefino ad un massimo di 3.360 euro (1.800 euro per la Pensione di cittadinanza). («Reddito di cittadinanza – Come viene determinato»).

Inoltre è previsto che il reddito elargito dallo Stato non superi i 9630 euro (780 euro mensili), moltiplicati per la scala di equivalenza.

Il reddito spetta anche ai cittadini con handicap che presentino una specifica situazione di gravità, i quali invece solitamente non possono beneficiare di ulteriori prestazioni economiche oltre quelle previste ai sensi della legge 104.  Questi ultimi, oltre a ciò, sono esenti dalla sottoscrizione del Patto per il lavoro e per l’inclusione sociale.

È concesso di presentare la domanda per il reddito di cittadinanza a condizione che sia accompagnata dalla disponibilità dei membri della famiglia, aventi conseguito la maggiore età, ad accettare una delle tre possibili proposte di lavoro, durante i tre anni di godimento del reddito, pena l’esclusione dal programma e la perdita del beneficio stesso (Pelligra 2019). Qualora il soggetto dovesse rifiutare tutte le proposte possibili, pertanto, perderebbe il diritto di ottenere il suddetto reddito.  È previsto inoltre un percorso formativo che comporta un numero di ore di lavoro gratuitamente fornite per la collettività.

Accendendo la tv o spulciando i social sicuramente si è sentito nominare il navigator. Ma cosa è? Che figura e che ruolo ricopre per i cittadini italiani?

Il termine “navigator” deriva proprio dal concetto di navigazione e dunque di direzione. Questa figura è stata ideata dal Professore Domenico Parisi, docente presso Mississippi State University, con l’intento di garantire sostegno ai richiedenti del reddito di cittadinanza.

Possiamo definire il navigator come una figura professionale cui compito è quello di tutorare nelle varie operazioni, dalla richiesta alla ricerca del lavoro, coloro che aspirano ad usufruire del reddito di cittadinanza.

Il soggetto chiamato a ricoprire la carica di navigatori deve avere le seguenti caratteristiche/capacità:

– laurea magistrale/specialistica(LM/LS) (ambiti specificati nel bando Anpal);

– cittadinanza italiana o europea, permesso di soggiorno valido per attività lavorativa;

-godimento dei diritti civili e politici;

-assenza di condanne penali;

-assenza di licenziamenti o dispense dall’impiego presso una pubblica amministrazione;

-idoneità fisica allo svolgimento delle attività((«Navigator, ecco il bando Anpal. Stipendio di 30 mila euro lordi, scadenza 8 maggio» 2019).

Per potersi candidare occorre effettuare il login al sito  http://selezionenavigator.anpalservizi.it. e inviare la candidatura online come previsto da bando (art.5).

Inoltre, il candidato sarà sottoposto ad una prova di selezione cosi strutturata (Bando 7.2):

La prova di selezione consiste in un test con domanda a risposta multipla costituito da 100 domande. Il tempo a disposizione per completare la prova è di 100 minuti.

I posti disponibili sono 3.000 (tremila) distribuiti secondo la ripartizione territoriale indicata in calce all’Avviso.

In caso di superamento della selezione e assunzione, l’incarico avrà durata fino al 30 aprile 2021e un compenso lordo annuo pari a euro 27.338,76 (ventisettemilatrecentotrentotto/76), oltre euro 300,00 (trecento/00) lordi mensili a titolo di rimborso forfettario delle spese per l’espletamento dell’incarico, quali spese di viaggio, vitto e alloggio.

– laurea magistrale/specialistica(LM/LS) (ambiti specificati nel bando Anpal);

– cittadinanza italiana o europea, permesso di soggiorno valido per attività lavorativa;

-godimento dei diritti civili e politici;

-assenza di condanne penali;

-assenza di licenziamenti o dispense dall’impiego presso una pubblica amministrazione;

-idoneità fisica allo svolgimento delle attività.

I posti disponibili sono 3.000 (tremila) distribuiti secondo la ripartizione territoriale indicata in calce all’Avviso.

In caso di superamento della selezione e assunzione, l’incarico avrà durata fino al 30 aprile 2021e un compenso lordo annuo pari a euro 27.338,76 (ventisettemilatrecentotrentotto/76), oltre euro 300,00 (trecento/00) lordi mensili a titolo di rimborso forfettario delle spese per l’espletamento dell’incarico, quali spese di viaggio, vitto e alloggio.

Non si sono fatte attendere le polemiche in merito all’adozione di tale riforma, a partire dalla terminologia utilizzata che in molti sostengono possa creare già di per sé confusione.

Per reddito di cittadinanza, secondo la concezione europea, si dovrebbe intendere un sostegno al reddito al cittadino in quanto appartenente ad una determinata Nazione. Un reddito che mira al soddisfacimento di un unico requisito ovvero quello di essere cittadino italiano, per citare un detto“ ti pagano per essere nato”(Pelligra 2019).

Secondo Pelligra, in un suo articolo per il Sole 24ore, la riforma attuata dal nuovo governo risulta essere invece un supporto fortemente condizionato da diversi requisiti ed obblighi e non un diritto in quanto cittadino.

Ad ogni modo non si possono negare due problematiche che accomunano Francia ed Italia: la preoccupazione verso eventuali forme di frode e la consapevolezza di una disinformazione in merito alle opportunità che il servizio può offrire ed alle relative procedure da seguire per ottenerlo.

Secondo quanto riportato da RaoulKirchmayr, nel 2017 vi era già il timore che in Italia

« il  reddito di cittadinanza sembrasse un interessante concetto-limite con cui si poteva mettere alla prova l’effettiva capacità d’inclusione della democrazia: il nesso tra la cittadinanza e una base economica garantita sembrava una forma di protezione sociale capace di mettere al riparo dalle incertezze di quella che, di lì a poco, sarebbe stata chiamata “società del rischio”»(Kirchmay2017).

Il giornalista riportava inoltre che l’opinione pubblica percepiva il reddito come “un’idea di reddito progressista, democratica ed inclusiva”,il cui unico grande ostacolo erano gli alti costi di realizzazione(Kirchmayr 2017).

L’autore tuttavia ha ragionato anche in merito all’eventualità che “il reddito di cittadinanza possa diventare il sostituto “cosmetico” del diritto al lavoro e che, stanti i vincoli di spesa pubblica, il reddito di cittadinanza non possa essere introdotto se non come provvedimento d’emergenza, e dunque temporaneo”.
È intuibile che tale idea di povertà rischi di trarre in inganno,  consolidando la credenza che le diseguaglianze economiche e sociali siano qualcosa di naturale  e che la suddetta idea possa avere un temibile supporto di natura psicologica legato all’ interiorizzazione di tali diseguaglianze economiche e sociali proprie  del neoliberismo (Kirchmayr 2017).

Ad ogni modo, essendo la legge entrata in vigore qualche giorno fa, si potrà riscontrare nei prossimi mesi l’esito concreto di tali provvedimenti e gli effettivi risvolti economico-sociali  da questa derivanti.

Giulia Montalto, Virginia Zappalà, Antoine Canaud

 

Sitografia

Kirchmayr, Raoul. 2017. «Il reddito di cittadinanza è una trappola contro i poveri». l’Espresso.

«Navigator, ecco il bando Anpal. Stipendio di 30 mila euro lordi, scadenza 8 maggio». 2019. Repubblica.it, aprile.

Pelligra, Vittoria. 2019. «Perché il reddito di cittadinanza non può sostituire il lavoro – Il Sole 24 ORE».

«Reddito di cittadinanza – Come viene determinato». s.d.

 

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