L’esercito popolare di Corea: I numeri e le forze


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FILE – In this April 15, 2017, file photo, soldiers march across Kim Il Sung Square during a military parade in Pyongyang, North Korea, to celebrate the 105th birth anniversary of Kim Il Sung, the country’s late founder and grandfather of current ruler Kim Jong Un.  (AP Photo/Wong Maye-E)

L’esercito popolare di Corea: I numeri e le forze

A cura di: Fabrizio Tralongo

Chosŏn inmin’gun, Armata del popolo coreano, è così che dal 1948 ad oggi viene chiamato l’insieme delle forze aeree, navali e terrestri agli ordini di Pyongyang.  Con organico di circa 1.190.000 uomini costituisce la quarta forza militare più numerosa al mondo dopo USA, Cina, Russia e India.

Storicamente forza da combattimento in larga parte composta da fanteria, negli anni ’80 l’Armata popolare di Corea ha potuto godere di un notevole aumento dei finanziamenti riuscendo così, nel giro di un ventennio, a trasformarsi in un esercito quasi totalmente meccanizzato in grado di mettere in pratica le più moderne dottrine belliche.

Fin dalla sua fondazione l’apparato militare nord Coreano si basa su due istituzioni fondamentali: Esercito del popolo coreano e partito dei lavoratori di Corea. Si tratta del paese più militarizzato in assoluto con il 20% degli uomini di età compresa tra i 20 ed i 60 anni inquadrati nelle forze armate.  Tali numeri non devono sorprendere dato che in nord Corea le forze armate godono di importanza vitale grazie alla dottrina del  Sŏn’gun (l’equivalente del Military First) secondo la quale le forze armate hanno la precedenza nell’erogazione di fondi statali e su qualsiasi risorsa disponibile tanto da influenzare pesantemente anche la vita politica del paese.

Ad oggi il grosso delle forze armate è schierato a ridosso della Zona demilitarizzata (DMZ) al confine con la Corea del sud.

STRUTTURA DI COMANDO

Il comando sulle forze armate nord coreane si esercita attraverso due canali principali: la commissione di difesa nazionale, guidata da Kim Jong Un, da cui vengono diramati e trasmessi gli ordini ai gruppi da battaglia principali e il partito coreano dei lavoratori che ha il compito di vigilare gli standard qualitativi e la fedeltà agli ideali del partito in tutti i ranghi delle forze armate

FORZE DI TERRA (Chosŏn inmin’gun Yukkun)

Le forze terresti dell’esercito nord Coreano costituiscono a tutti gli effetti l’ossatura principale di tale macchina da battaglia, possono contare su un organico di circa un milione di operativi (esclusi i riservisti)  e verso di loro confluiscono la maggior parte dei finanziamenti.  Quasi il 70% delle truppe di fanteria meccanizzata è schierato nei pressi della DMZ e stime occidentali dichiarano che, in caso di aperto conflitto con il sud, possano essere mobilitate nella loro totalità in appena 24 ore.  Le forze di terra possono contare su circa 3.000 carri armati (non tutti sono operativi e le continue sanzioni e gli embarghi rendono sempre più difficoltoso l’approvvigionamento di parti di ricambio) e 2.000 mezzi blindati da trasporto truppe.

Il grosso dei blindati agli ordini di Pyongyang è costituito da T-54/55 di fabbricazione sovietica (mezzi rozzi, robusti e affidabili ma assolutamente fuori epoca e sicuramente non in linea con gli standard tecnologici occidentali)  a cui si aggiungono alcuni T-69 (una variante tutta nord coreana costruita su licenza. Che trae ispirazione dai T-55 russi ma che monta tecnologia sviluppata interamente a nord del 38° parallelo) e circa 12.000 pezzi di artiglieria tutti perennemente schierati verso Seoul.

Malgrado la superiorità numerica nei confronti di tanti altri eserciti, le forze terrestri nord Coreane non sono paragonabili agli standard operativi di cui godono gli eserciti occidentali. Mezzi vetusti, tecnologicamente superati e in dubbie condizioni operative vengono tenuti in servizio al solo ed unico scopo di costituire uno spauracchio per la sud Corea. In uno scenario di guerra reale risulterebbero in larga parte inefficienti.

MARINA MILITARE (Chosŏn inmin’gun haegun )     

Forse parlare di vera e propria marina militare è improprio dal memento che le forze navali di Pyongyang sono più inquadrabili come  una forza di difesa costiera.  All’interno delle forze armate la marina è la branca verso cui viene destinato annualmente il minor numero di fondi dal momento che qualsiasi operazione marittima in un settore dove sono presenti le flotte cinesi, statunitensi e russe sarebbe pura utopia. Divisa in due flotte principali (quella orientale e quella occiedentale)  conta all’incirca 40.000 uomini e la maggior parte dei natanti è obsoleta o posta in riserva. Può contare anche su alcuni piccoli sommergibili a propulsione diesel.

AERONAUTICA MILITARE (Chosŏn Inmin Kun Konggun)

Conta quasi 900 mezzi fra aerei ed elicotteri ed è la parte delle forze armate verso cui vengono destinati più fondi. Il criterio di ammissione all’interno delle forze aeree è più rigoroso rispetto ai criteri applicati dalla marina e dall’esercito, il che rende l’aviazione nord Coreana il corpo più politicizzato e fedele di tutto l’arsenale di Pyongyang. Può contare su alcuni apparecchi sovietici  ammodernati come i MiG 21 e su alcuni caccia intercettori di ottima fattura come i MiG 29. Ciò nonostante la capacità operativa dell’aviazione è costantemente minata dalla scarsità di pezzi di ricambio per i velivoli, dalla cronica mancanza di ingegneri addestrati alla manutenzione ( nel paese non esiste alcun ufficio di design aeronautico ed ogni singolo apparecchio viene prodotti in loco su licenza o acquistato da paesi alleati) e dallo scarso addestramento dei piloti che vengono tenuti poche ore in volo sugli apparecchi per il costante timore di diserzione.

FORZE MISSILISTICHE (Pobyong chido kuk)

Il “Dipartimento della direzione di artiglieria” costituisce e raggruppa la totalità dei vettori missilistici di cui dispone il piccolo paese comunista. Il programma missilistico nord Coreano prende piede concretamente nel 1984 quando vengono venduti dall’Egitto alcuni lanciatori di fabbricazione sovietica SS-1 Scud conferendo a Pyongyang di poter colpire alcuni obiettivi a media distanza (fra cui la stessa capitale sud coreana, Seoul) dagli anni ’90 in poi i fondi destinati alle truppe missilistiche sono stati incrementati di anno in anno e nel giro di un decennio la nord Corea è stata in grado di mettere a punto il suo primo vettore intercontinentale (ICBM) costruito sulla base degli Scud egiziani: il Taepodong-2 che, almeno sulla carta, dovrebbe riuscire a lambire tutte le basi USA nel pacifico e la stessa costa occidentale degli Stati Uniti.

Ultimamente le truppe missilistiche sono state al centro dell’attenzione mediatica globale per i numerosi test balistici effettuati che hanno messo in allarme lo storico rivale giapponese e il sud della penisola coreana. Secondo gli analisti occidentali al momento Pyongyang disporrebbe di circa 140 missili ICBM Taepodong-2.

FORZE SPECIALI (Tiutsyuku de)

I corpi speciali di Pyongyang rappresentano la branca meglio addestrata dell’armata popolare di Corea, nonché i corpi speciali numericamente più consistenti del mondo. Addestrati principalmente in operazioni dietro le linee nemiche godono di equipaggiamenti e supporto logistico all’avanguardia. Il loro compito principale in caso di guerra totale è l’annientamento del C4I (Command, Control, Communication, Computer and Intelligence) che gestisce e condivide le informazioni fra l’esercito sud coreano e le basi USA del Pacifico.

100.000 uomini divisi in 20 brigate (fra cui una interamente aviotrasportata) hanno anch’essi un tempo di dispiegamento inferiore alle 24 ore.

GUARDIA ROSSA DEI LAVORATORI E DEI CONTADINI (Ronong Jŏgwi Gun)

Creata sul modello della difesa territoriale Jugoslava la Guardia Rossa costituisce il più numeroso assembramento di difesa civile della penisola. Con una milizia di circa 4 milioni di uomini la difesa è organizzata su base locale (città, villaggi, piccoli centri urbani) e costituisce l’ultima linea difensiva nord coreana, avendo il preciso compito di organizzare un vasto movimento di resistenza nell’eventualità di un’invasione straniera. Inquadrata in brigate armate con armi leggere e anticarro la Guardia Rossa non è alle dipendenze della Commissione Nazionale di Difesa, ma è sotto il diretto controllo del Partito dei lavoratori di Corea.

Per approfondire:

https://www.globalfirepower.com/country-military-strength-detail.asp?country_id=north-korea 

https://www.usatoday.com/story/news/world/2017/09/28/north-korea-millions-sign-up-military/711381001/

http://www.ispionline.it/it/articoli/articolo/sicurezza-asia/la-capacita-militare-di-pyongyang

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