L’impatto della NATO sulla politica di sicurezza internazionale e di contrasto al terrorismo dell’Unione europea


Il 5 e il 6 dicembre, a Bruxelles, si è svolta la riunione dei ministri degli esteri presso l’Alleanza Atlantica (NATO). In vista del prossimo Summit di luglio 2018, i ministri si sono espressi su tre tematiche fodamentali che sono al centro dell’attenzione dello scenario internazionale: le relazioni con l’Unione europea (UE), la minaccia rappresentata dalla Corea del Nord e la lotta contro il terrorismo internazionale (in particolare in Iraq e in Afghanistan). Questi argomenti sono anche nell’agenda della politica di sicurezza e difesa dell’UE. In questo articolo, in primo luogo, verranno presentate le misure adottate dalle NATO durante la riunione. In secondo luogo, verranno mostrate le posizioni dell’UE relative a questi argomenti, considerando anche gli obiettivi della Strategia Globale (SG) aggiornata nel giugno 2017. Infine, verrà esposto il possibile impatto che le decisioni della NATO possono avere sulla politica di sicurezza e difesa dell’UE.


 

I risultati della riunione dei ministri degli esteri

Il 4 dicembre 2017, a Bruxelles, il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, durante la conferenza stampa pre-riunione, ha indicato i temi sui quali i ministri dei 29 paesi dovevano trovare un accordo. Il punto all’ordine del giorno è stato la cooperazione NATO-UE in materia di difesa europea. In effetti, già duranti il Summit della NATO del mese di luglio 2016, a Varsavia, il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, insieme con il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker avevano firmato con Segretario generale della NATO un pacchetto di 42 misure concrete, che ha comportato la cooperazione tra le due istituzioni a un livello senza precedenti. Lo scopo della riunione dei ministri di dicembre era quello di migliorare questa cooperazione soffermandosi sulla mobilità militare, proprio a causa dell’attuale scenario di sicurezza. Il secondo punto è stato la sicurezza internazionale con particolare attenzione alla minaccia rappresentata dalla Corea del Nord. Il terzo punto è stato la lotta contro il terrorismo internazionale.

Dopo il primo giorno di riunione sulla cooperazione tra l’UE e la NATO, il Segretario generale Jens Stoltenberg ha chiarito i tre ambiti principali sui quali le due organizzazioni devono lavorare insieme: la mobilità militare, il terrorismo internazionale, e la promozione del ruolo delle donne nell’ambito del mantenimento della pace e della sicurezza. Più specificatamente, nel Common Set, il documento ufficiale nel quale sono specificati i punti della cooperazione, si evincono i seguenti ambiti:

  • Contrasto alle minacce ibride: intensificare i rapporti tra gli attori impegnati a contrastare le minacce ibride e rafforzare la cooperazione sulle valutazioni delle minacce, compreso il terrorismo, provenienti dal sud e dall’est; coordinare le comunicazioni strategiche sulle minacce alla sicurezza, comprese le questioni relative al terrorismo, e rafforzare la cooperazione tra il personale per quanto riguarda la preparazione civile, comprese le valutazioni del rischio.
  • Cooperazione operazionale e Cybersecurity: basandosi sull’esperienza nel Mar Mediterraneo e nel Corno d’Africa, le due organizzazioni voglio esplorare ulteriori possibilità di supporto logistico reciproco e di condivisione delle informazioni tra il personale coinvolto.
  • Capacità di difesa: riunioni regolari, in materia di mobilità militare in tutti i settori per garantire un approccio coerente tra l’UE e la NATO al fine di organizzare nella prima metà del 2018 incontri informali per sviluppare una visione condivisa su come l’antiterrorismo possa beneficiare dello sviluppo delle capacità di difesa.
  • Esercitazioni: sviluppare un piano per l’attuazione di esercizi paralleli e coordinati (PACE) tra la NATO e l’UE nel 2019-2020, e stabilire un dialogo tra il personale per esaminare scenari sulla lotta contro il terrorismo.
  • Capacità per la proiezione di sicurezza e difesa: scambiare informazioni sulla situazione della sicurezza dei partner orientali e meridionali (compresi Iraq, Libia e Balcani occidentali), e sostenere tali paesi e le organizzazioni internazionali competenti.
  • Rafforzare il dialogo: entro giugno 2018, il personale deve fornire una relazione scritta ai rispettivi Consigli sulle modalità per una cooperazione sistematica, l’impegno e il collegamento tra il personale delle due organizzazioni nell’attuazione delle proposte comuni.

Dopo aver presentato il Common Set, durante il secondo giorno di riunione, gli argomenti di discussione principali sono stati la sicurezza internazionale (con particolare attenzione alla minaccia rappresentata dalla Corea del Nord), e il terrorismo. Oggi la sicurezza dell’Alleanza Atlantica è anche legata agli eventi in Asia orientale. Durante il 2017, i ripetuti lanci di missili balistici intercontinentali hanno dimostrato che tutte le nazioni alleate potrebbero essere nel raggio d’azione. La minaccia ha un effetto sia sui partner orientali dell’Alleanza che sulla non proliferazione globale, il controllo degli armamenti e i regimi di disarmo. Secondo il Segretario generale della NATO, tutti i paesi (e il Consiglio di sicrezza dell’ONU compreso) devono applicare la massima pressione sulla Corea del Nord per una soluzione negoziata pacificamente. Per questa ragione, la NATO vuole continuare ad essere solidale con i suoi partner regionali (il Giappone e la Corea del Sud), continuando a fornire una forte deterrenza, per tenere al sicuro tutti gli alleati.

Per quanto riguarda la lotta contro il terrorismo internazionale, dai Balcani all’Afghanistan, la NATO ha una grande esperienza nella formazione delle forze locali e nella costruzione delle capacità delle loro istituzioni. Secondo il Segretario generale, questi sono gli strumenti migliori per rendere i suoi partner più capaci di difendersi e combattere il terrorismo internazionale. Inoltre, da quest’anno è iniziata la formazione di forze locali in Iraq. Durante la riunione, gli alleati si sono espressi sulle attività di addestramento in Iraq e hanno espresso il loro pieno impegno al riguardo. Inoltre, alcuni stati hanno annunciato che contribuiranno al nuovo Centro di gestione delle crisi in Giordania, come parte del nuovo pacchetto di rafforzamento della capacità della NATO per il paese. In Aghanistan invece la NATO sta aggiungendo altre tremila truppe alla missione di addestramento.

 

Le posizioni dell’Unione europea

Nella SG, pubblicata nel 2016, l’UE ha espresso le sue intenzioni riguardanti sia la sicurezza (con particolare attenzione alla Corea del Nord) che il terrorismo internazionale. Dopo un anno, nel giugno 2017,  con il primo rapporto sull’attuazione della Strategia indirizzato ai 28 capi di Stato e di governo che si sono riuniti a Bruxelles nel Vertice del 22-23 giugno, si possono trarre le prime valutazioni e soprattutto gli obiettivi ottenuti e da migliorare ulteriormente. Secondo il rapporto, le conclusioni del Consiglio Affari esteri nel novembre 2016 avevano già concordato un nuovo livello di ambizione in materia di sicurezza e difesa, basato su tre priorità strategiche: rispondere a conflitti e crisi esterne, costruire le capacità di paesi partner e proteggere l’UE e i suoi cittadini. Il Consiglio aveva anche approvato una serie di azioni volte a migliorare la preparazione, la modularità e il finanziamento effettivo dei gruppi tattici dell’UE, al fine di migliorarne la dispiegabilità e la flessibilità. All’inizio del 2017, il Consiglio aveva anche convenuto di avviare una revisione annuale coordinata sulla difesa (CARD). Questo meccanismo ha il fine di facilitare la condivisione sistematica e regolare delle informazioni tra gli Stati membri sulla loro pianificazione della difesa e sull’attuazione del piano di sviluppo delle capacità. Infine, recentemente, il Consiglio ha convenuto di attuare e rendere operativa l’attivazione di una cooperazione strutturata permanente (PESCO). La PESCO, come previsto dai trattati, consente agli Stati membri disposti e in grado di impegnarsi reciprocamente in impegni più vincolanti in vista delle missioni più impegnative. La PESCO, CARD e il nuovo Fondo europeo di difesa sono la prova dell’impegno europeo per rafforzare la propria sicurezza al fine di avere un impatto al livello internazionale.

In questo senso, l’UE ha adottato una politica pluridimensionale nei confronti della minaccia norcoreana. L’UE ha avuto una politica di impegno nei confronti della Repubblica popolare democratica di Corea (RDPC). I suoi obiettivi sono sempre stati sia politici che economici: sostenere una diminuzione duratura delle tensioni nella penisola coreana e nella regione, sostenere il regime internazionale di non proliferazione e migliorare la situazione dei diritti umani. Le misure restrittive adottate dall’UE contro la RPDC sono iniziate nel 2006, e le sanzioni comprendevano un embargo sulle armi, il congelamento di beni e un divieto di viaggio per le persone coinvolte nel programma nucleare della RPDC, e un divieto di una serie di importazioni e di esportazioni. Nel 2016, dopo un periodo di apparente distensione (caratterizzato da sanzioni saltuarie e in conformità con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU), l’scalation missilistica norcoreana si è drasticamente intensificata. Infatti, quell’anno, il Consiglio ha esteso le misure restrittive in conformità con la risoluzione 2270 del Consiglio di sicurezza. Tali misure riguardavano: l’estensione dei divieti di esportazione e importazione di prodotti (eccetto cibo o medicine) che potevano contribuire allo sviluppo delle capacità operative delle forze armate della RPDC, un’ispezione di tutti i carichi da e verso la RDPC, il divieto di voli che trasportavano articoli vietati, il ​​divieto di importazione di alcuni minerali e le esportazioni di carburante per l’aviazione. Il Consiglio ha ulteriormente rafforzato le sue misure mediante il recepimento delle sanzioni settoriali imposte dalla risoluzione 2371 (de 2017) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Queste misure si rivolgono alle principali esportazioni della RPDC, questa volta imponendo un divieto totale su tutte le esportazioni di: carbone, ferro, minerale di ferro, frutti di mare, piombo e minerale di piombo. Ulteriori sanzioni miravano al contrabbando di armi, alle banche e alla finanza. Nel 2018, il Consiglio ha aggiunto 16 persone e un’entità agli elenchi di persone soggette a congelamento dei beni e restrizioni di viaggio. Questa decisione attua una parte delle nuove sanzioni imposte dalla risoluzione 2397 (2017) del Consiglio di sicurezza. Inoltre, 41 persone e 10 entità sono designate dall’UE autonomamente.

Già nella SG del 2016, il terrorismo figurava tra le priorità dell’azione esterna dell’UE, insieme al contrasto delle minacce ibridee e all’instabilità economica, e ciò richiedeva l’intensificazione degli sforzi in materia di difesa. La SG ha confermato che gli Stati membri devono tradurre in azione i loro impegni in materia di assistenza reciproca e solidarietà sanciti nei trattati per contrastare la minaccia terroristica proveniente dal Nord africa e dal Medio oriente. L’UE ha quindi voluto incoraggiare una maggiore condivisione dell’intelligence e una cooperazione tra gli Stati membri e le agenzie, il che significa scambiare relazioni sull’estremismo violento, sulle reti terroristiche, sui terroristi, nonché monitorare e rimuovere i contenuti illeciti dai media. Uno dei punti cardine della SG è la lotta contro la radicalizzazione, espandendo le partnership con: la società civile, gli attori sociali, il settore privato, le vittime del terrorismo, attraverso il dialogo interculturale e interreligioso e allo stesso tempo continuando a sviluppare (in particolare con il Nord Africa, il Medio Oriente, i Balcani occidentali e la Turchia) la cooperazione antiterrorismo che rispetta i diritti umani. Concretamente, l’UE, al fine di contrastare il terrorismo internazionale ha agito su cinque campi:

  • Risposta contro i foreign fighters: per garantire la sicurezza dei cittadini, prevenire la radicalizzazione, tutelare i valori e cooperare con i partner internazionali;
  • Nomina di un coordiantore: dal 2007 Gilles de Kerchove è il coordinatore antiterrorismo dell’UE, e tra i sui ruoli risalta quello di assicurare che l’UE svolga un ruolo attivo nella lotta al terrorismo e migliorare la comunicazione tra l’UE e i paesi terzi in questo ambito;
  • Strategia per il contrasto al terrorismo: che si fonda su quattro pilastri fondamentali tali che la prevenzione, la protezione, la risposta e il perseguimento;
  • Lotta contro le risorse economiche del terrorismo: rafforzando e armonizzando i controlli sui flussi finanziari provenienti da paesi terzi ad alto rischio, aumentando la trasparenza e conferendo maggiori poteri alle unità nazionali di informazione finanziaria;
  • Dati del codice di prenotazione (PNR):  sono informazioni personali fornite dai passeggeri che vengono raccolte e conservate dai vettori aerei e l’obiettivo della direttiva dell’UE è quello di disciplinare il trasferimento dei dati PNR alle autorità di contrasto degli Stati membri e il loro trattamento a fini di prevenzione, accertamento, indagine e azione penale nei confronti dei reati di terrorismo e dei reati gravi.

 

L’impatto delle decisioni della NATO

Già durante il Vertice del luglio 2016, a Varsavia, la NATO e l’UE avevano siglato una Joint Declaration nella quale le due organizzazioni si impegnavano a rafforzare la loro cooperazione su diversi ambiti, tra i quali le minacce ibride, la sicurezza nel Mediterraneo centrale e la comunicazione strategica. Tuttavia, il fatto che la NATO percepisca le stesse minacce dell’UE, non soltanto mostra la condivisione di valori ma anche l’impatto che le politiche NATO possono avere.

Per quanto riguarda la minaccia missilistica nordcoreana, già il 2 novembre 2017, il Segretario generale, durante la sua visita in Corea del Sud aveva affermato: “Abbiamo le capacità e la volontà di rispondere a qualsiasi aggressione. La nostra posizione è chiara, la Corea del Nord deve abbandonare il suo programma nucleare, una volta per tutte. Deve sospendere lo sviluppo di missili balistici […] La Corea del Nord deve capire che il rispetto del diritto internazionale non è facoltativo […] L’Europa sta iniziando a diventare alla portata dei missili della Corea del Nord. E questo è il motivo per cui abbiamo ancora una volta inviato un messaggio molto chiaro che la nostra deterrenza, la nostra determinazione, le nostre capacità di risposta, sono a posto e la NATO è sempre pronta a rispondere e a contrastare qualsiasi attacco da qualsiasi direzione”. Ciò dimostra che l’Alleanza ha un approccio diverso rispetto a quello dell’UE che fino ad ora si è fondato principalmente sulle sanzioni. Questa differenza di visioni è del tutto normale se si considera la differente natura delle due organizzazioni. Tuttavia i due approcci possono influenzarsi vicendevolmente, e più che un diretto impatto della NATO sulle politiche dell’UE in merito alla Corea del nord, si può notare come le due organizzazioni possono agire in sinergia. Da un lato, bisogna riconoscere il fatto che la maggior parte degli stati membri dell’UE sono anche membri della NATO. Di conseguenza, anche se adesso i missili nordcoreani possono rappresentare una minaccia per gli stati europei, l’UE sa che la NATO può mobilitare le “sue capacità di risposta”. Quindi l’UE può continuare il suo approccio fondato su sanzioni economiche, condanne e divieti. Dall’altro lato, la NATO sa che parallelamente alle sue capacità di “contrastare qualsiasi attacco da qualsiasi direzioni”, ha accanto una potenza politica ed economica (cioè l’UE) che sta mobilizzando il soft power per contrastare la minaccia missilistica coreana. Anche in questo caso, la NATO può continuare la sua politica difensiva, cosciente del fatto che l’UE parallelamente sta adottando un approccio fondato sulle sanzioni. Le due organizzazioni si compenzano e si completano vicendevolmente e ciascuna può continuare a svolgere il proprio ruolo.

Per quanto riguarda il terrorismo internazionale la questione è quasi analoga. La NATO sostiene la coalizione globale per sconfiggere l’ISIL fornendo dati grazie agli AWACS (Airborne Warning and Control System). Inoltre, ha creato l’ “Hub regionale per il Sud”, con sede a Napoli proprio per gestire le minacce provenienti dal Mediterraneo. La NATO ormai da qualche anno sta rafforzando il suo ruolo nella lotta al terrorismo grazie anche alla condivisione delle informazioni e alla nomina di un coordinatore per sovrintendere gli sforzi nella lotta al terrorismo. Sul terreno, come già anticipato, la NATO ha lanciato un programma di formazione in Iraq nel febbraio 2017, insegnando alle forze di sicurezza irachene a contrastare i dispositivi esplosivi improvvisati (IED). L’obiettivo è rafforzare la capacità del paese di combattere l’ISIL e provvedere alla propria sicurezza. Finanziato dal Fondo fiduciario per la costruzione della capacità di difesa della NATO, il 26 marzo 2017 sono stati consegnati i set di 160 equipaggiamenti contro gli IED. Considerando le politiche dell’UE sopra elencate, si nota una differenza sostanziale sotto il punto di vista delle misure adottate. Tuttavia le due organizzazioni sono impegnate insieme nella lotta al terrorismo e alla proliferazione delle armi di distruzione di massa. Infatti, si scambiano regolarmente informazioni su progetti antiterrorismo e su attività correlate. Le relazioni con la sezione antiterrorismo del servizio europeo per l’azione esterna, e con l’ufficio del coordinatore dell’antiterrorismo contribuiscono a garantire comprensione reciproca.

Nella riunione dei ministri degli esteri alla NATO a dicembre, le due organizzazioni hanno convenuto di rafforzare la loro cooperazione nella lotta contro il terrorismo, anche rafforzando lo scambio di informazioni, coordinando il loro sostegno all’antiterrorismo per i paesi partner e lavorando per migliorare la resilienza nazionale agli attacchi terroristici. Anche in questo caso le due organizzazioni hanno un impatto l’una sull’altra poiché oltre che lavorare singolarmente promuovendo i propri programmi e le proprie strategie, hanno uno stesso obiettivo. La differenza di mezzi e misure permette una forma di complementarietà che consente all’UE di continuare a legiferare attraverso il soft power e alla NATO di usare le sue capacità militari per contrastare la minaccia terroristica. Questo significa che le politiche della NATO hanno un impatto sull’UE. Grazie alle misure maggiormente concentrate sulla deterrenza e la difesa collettiva la NATO consente all’UE di continuare le sue politiche sanzionatorie. Se così non fosse stato l’UE, in conformità con la SG, avrebbe dovuto iniziare a pensare misure più incisive e concrete per garantire la sicurezza dei paesi membri. Invece, grazie a questa forma di compensazione reciproca, l’UE, almeno per il momento, sa che può contare sulla cooperazione, l’esperienza e le capacità della NATO, e di conseguenza mantenere un approccio fondato sul soft power.

Maria Elena Argano

 

Note:

Sito del Consiglio europeo, Fight against terrorism: http://www.consilium.europa.eu/en/policies/fight-against-terrorism/

Sito della NATO, Press Point: https://www.nato.int/cps/en/natohq/opinions_148211.htm

Sito del Consiglio europeo, Response to foreign terrorist fighters and recent terrorist attacks in Europe: http://www.consilium.europa.eu/en/policies/fight-against-terrorism/foreign-fighters/

Sito della NATO, Countering terrorism: https://www.nato.int/cps/ua/natohq/topics_77646.htm#

Sito dell’EEAS, DPRK and the EU: https://eeas.europa.eu/headquarters/headquarters-homepage/4186/dprk-and-eu_en

Sito del Consiglio europeo, Joint Declaration: http://www.consilium.europa.eu/media/21481/nato-eu-declaration-8-july-en-final.pdf

Sito del Consiglio europeo, EU restrctive measures against North Korea: http://www.consilium.europa.eu/en/policies/sanctions/history-north-korea/

Sito della NATO, Common Set of new proposals: https://www.nato.int/cps/en/natohq/official_texts_149522.htm?selectedLocale=en

Sito della NATO, Pre-ministerial press conference: https://www.nato.int/cps/en/natohq/opinions_149330.htm

Sito della NATO, Doorstep statement: https://www.nato.int/cps/en/natohq/opinions_149332.htm

Sito dell’Unione europea, EUGS at 1 : http://europa.eu/globalstrategy/en/vision-action

Sito della NATO, Joint Press Conference: https://www.nato.int/cps/en/natohq/opinions_149339.htm?selectedLocale=en

Sito della NATO, Press Conference: https://www.nato.int/cps/en/natohq/opinions_149468.htm?selectedLocale=en

Sito della NATO, Press Conference: https://www.nato.int/cps/en/natohq/opinions_149472.htm?selectedLocale=en

Sito della NATO, Countering Terrorism:https://www.nato.int/cps/en/natohq/topics_77646.htm

Sito dell’Unione europea, Global Strategy: http://europa.eu/globalstrategy/en

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *