Il compianto “sogno giamaicano” della Germania


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L’esito finale delle ultime trattative politiche svoltesi in Germania è il risultato della presenza di un’opposizione, nel Parlamento tedesco, ai danni di una generale intenzionalità nell’attività politica, che prevedeva un governo di maggioranza. Un’opposizione, che ha visto i liberali di Christian Lindner muoversi contro la Cancelliera Angela Merkel e che ha determinato, in quanto oppostasi alla proposta di una coalizione ai fini una governabilità dello Stato, l’impossibilità di un formazione di un Governo “stabile”. È propriamente qui che fallisce l’’idea di questo nuovo partito, chiamato “Giamaica” per delle allusioni alle analogie cromatiche tra i colori della bandiera esotica e i colori dei partiti tedeschi che avrebbero dovuto far capo a questa grande coalizione. Il leader dei liberali tedeschi è stato categorico e radicale con le sue parole e i suoi ultimatum: “meglio non governare , che governare male”.

Lindner si è completamente opposto, non soltanto all’idea di un Governo di coalizione, ma si è totalmente opposto al trovare una soluzione comunitaria, lasciando stupito l’entourage politico e isolando, nuovamente, i liberali. Nel suo rincrescersi la Cancelliera Angel Merkel, di fronte alle parole dure del giovane e impaziente leader liberale, afferma: “Io credo che si sarebbe potuto trovare il filo per arrivare a una soluzione. E mi dispiace, lo dico con tutto il rispetto per i liberali, che non si sia arrivati a un accordo”.

La politica ha ,come implicito scopo di chi ne fa parte e chi ci lavora da dentro, l’idea di una condivisione della partecipazione a un unico potere. Max Weber in “La politica come professione”(1919) afferma tale concetto basato sulla compartecipazione a un potere, analizzando la questione secondo cui la politica fosse intesa come un’attività che influisca sulla guida di uno Stato(1). I partiti rappresentano le travi che sorreggono questa attività, nel senso che sono l’incarnazione materiale, oltre che ideologica, di ciò che la politica, attraverso i bisogni e le necessità dei cittadini, ha il dovere di fare. Sulla scia di questa condizione, ritornando con la lente sullo scenario tedesco, apprendiamo che i partiti, ovvero quelle travi della politica a cui si allude, non hanno trovato un punto d’incontro, o meglio, presentandosi questa opposizione da parte di un unico partito, Fdp, è stato determinato lo sfiorire di un progetto che avrebbe acquisito il sapore, probabilmente, di un qualcosa di obsoleto per la politica della Germania.

I punti di disaccordo che causarono il fallimento delle trattative hanno visto i liberali di Lindner respingere argomenti come immigrazione o politica energetica, respingendo il progetto dei Verdi che volevano rinunciare ai combustibili fossili entro il 2025, per esempio. Di fronte a questioni di amministrazione politica e sociale del governo, vi è da evidenziare come vi sia stata una lampante ripresa dell’Fdp basata su un riscatto del numero del suo elettorato, poichè con l’arrivo del suo nuovo leader è passato, in quattro anni, da 1 milione di elettori a 3,2 milioni, riprendendo così lo spazio politico perso negli ultimi anni, in seguito a quel 2013 che vide la fine della coabitazione al governo con la Merkel.

Ma poniamoci una domanda, chi è Christian Wolfgang Lindner?

Un homo oeconomicus, un politico innovativo, il cambiamento per l’indentità politica, tutti aspetti plausibili e concentrati in un’unica persona.
E’ ben chiaro che il leader del liberali della Fdp è ben consapevole del fatto che una situazione come questa non può che mettere nei guai il governo Merkel e impedirne la reiterazione, dunque, sfruttando l’indispensabilità di cui ,in questo momento, gode il partito liberale la situazione sembra essere totalmente a sfavore di una maggioranza di governo per come la Cancelliera si aspettava. Di fronte a questo scenario, che vede il capovolgersi di una struttura politica che nel suo replicarsi negli anni ha dato un’identità universale alla Germania nell’immaginario politico delle relazioni internazionali, l’emergere di una figura “nuova” come quella di Lindner, che tra barba incolta, eleganza sfoggiata con un vestiario da modello, cellulare sempre alla mano e con il capello sempre pettinato, sembra trovar modo di attecchire in maniera virtuosa all’interno di un elettorato numeroso. Il giovane leader, laureato in scienze politiche, specializzato in filosofia, con un interesse sempre esistito per il business, con la sua faccia da bravo ragazzo, rassicura i suoi elettori, i quali secondo sondaggi risultano essere individui dilazionati tra giovani e anziani, ma soprattutto, sembra che le donne, appartenenti alla medio alta borghesia tedesca, siano attratte da lui, come ci riporta Il Foglio. Sembra che gli elettori in questione, di fronte al volto del capo dell’Fdp, trascendano il reale messaggio politico poiché fondando una vera e propria estetica della propaganda politica, basata unicamente sull’immagine che Lindner dà di sé di fronte alla Nazione e i riflettori sembra veramente che il messaggio politico sia lui stesso, inteso come uomo del cambiamento. Lindner è stato criticato da molteplici fronti politici, da destra e da sinistra, ma è allo stesso tempo accolto con illibata popolarità dai cittadini. Le critiche sono di carattere ideologico, oltre che di carattere “tipologico” , alludendo alla tipologia di approccio mediatico che il giovane leader adopera di fronte alla Nazione. Il giovane leader ha saputo fare marketing con la sua immagine, rendendola polivalente all’interno di una politica che bisogna che porti alla svolta di una condizione normalizzata e probabilmente obsoleta. Definito come il “Macron tedesco”, Lindner vuole portare il Paese a non avere soltanto un’allucinazione, ma una vera e propria consapevolezza del proprio benessere. Il potere raggiunto dai liberali, grazie a Lindner è enorme, poiché ora rappresentano una fetta della politica abbastanza amplia da sovvertire l’intenzione di oggettivare il destino della Germania che la Merkel si era prefissata di riprodurre attraverso l’istituzione di “Giamaica”. Il fallimento di quest’ultima rappresenta un colpo di una durezza insolita per la carriera politica della Cancelliera, poiché adesso bisogna tornare alle urne e un ritorno ai seggi con una mancata maggioranza significa che tutto può cambiare.

Vi è da evidenziare anche un aspetto all’interno della situazione politica della Germania, poiché una situazione che vede sovvertito un blocco politico normalizzato nel tempo, come quello che ha retto la Merkel fino ad adesso, da parte di un partito che ha come leader un uomo economico in carne e ossa(2), basta per arrivare a pensare che si stia manifestando l’ennesimo esempio di una plutocrazia generale, che, in una società estremamente capitalizzata come questa, vede, nel marketing applicato alla politica e nell’idea che nel profilo politico rientri questa antropologia del business-man, il trampolino di lancio per il recupero dei problemi di una Nazione.
La Cancelliera deve, dunque, far fronte a un oppositore politico ben strutturato tra le menti dei cittadini tedeschi e definito, dai giornali, come “aggressivo” nei confronti degli spazi vuoti lasciati dagli avversari politici. Lindner rappresenta novità agli occhi degli elettori e probabilmente anche progresso, in quanto in esso si incarna il cambiamento di una Nazione nel senso che in esso si intravede una prospettiva futura insolita e nuova, dunque, per Angela Merkel la strada per una nuova stabilità governativa si fa più che tortuosa.

 

Maurilio Ginex

 

 

Fonti:

  1. Max Weber, La politica come professione, Einaudi, Torino, 1948, pag. 47-48.
  2. Vedi Luciano Gallino, Finanzcapitalismo, Einaudi, Torino, 2013, pag. 139. Per approfondire la figura dell’uomo economico, che come l’autore sottolinea, risulta essere diventato un modello di interpretazione della realtà in carne e ossa.

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