Disuguaglianza e povertà: così l’ISIS è arrivato nelle Filippine


Marawi: tra religione e scontro sociale

Da più di due anni l’informazione mondiale ​mainstream è focalizzata sulla narrazione di ISIS, che certamente non ha bisogno di presentazioni. Quello che ha portato a questo ​focus è la lunga serie di attentati in Europa e l’azione armata in Siria, dove tra gli attori principali troviamo forze militari afferenti alla NATO. Quindi, che si parli di vicinanza geografica di attacchi terroristici o coinvolgimento di truppe occidentali, l’ISIS è un fenomeno di cui si deve parlare.

Viene da chiedersi come mai in questi stessi media venga riservata poca attenzione a quanto sta succedendo in questo momento nel sud delle Isole Filippine, dove le milizie filo-ISIS e l’esercito nazionale si fronteggiano da settimane con enormi conseguenze sulla popolazione civile. Gli scontri che stanno avendo luogo nella città di Marawi, infatti, sono espressione di alcune delle principali contraddizioni presenti nell’ arcipelago del Pacifico. Il contesto è la regione del Mindanao Musulmano, istituita nel 1989 dopo la vittoria delle istanze separatiste locali che rivendicavano un’entità politicamente distinta sotto il credo comune dell’Islam. Nelle Filippine i musulmani appartengono all’etnia Moro e costituiscono il 5% della popolazione nazionale, di cui buona parte risiede in questa regione. 1

A sfidare le truppe del governo è il Gruppo Maute, un’organizzazione nata nel 2013 in seguito ad una scissione interna al Fronte di Liberazione Islamico Moro (MILF) e alleato del ben più noto Abu Sayyaf, presente nel Mindanao dal 1991. Il MILF, nel movimento islamista dell’isola di Mindanao, è considerato il gruppo più attivo nella trattativa con lo Stato filippino, avendo avuto un ruolo fondamentale nel referendum del 1989. Negli anni, il MILF ha ricercato sempre di più un terreno di mediazione con l’autorità centrale, sostituendo la via della lotta armata e generando molti malumori nel Mindanao Musulmano: questo passaggio è alla base della nascita del Gruppo Maute. 2

“Bisogna parlare di religione nel contesto filippino” afferma Pierre de Charentanay . Questo fattore è una chiave di lettura utile se viene considerato (3) nel quadro di uno scontro interno tra fasce di popolazione. Non si parla di una semplice rivolta della minoranza musulmana “Moro” contro la maggioranza cristiana, come si potrebbe superficialmente dedurre. Diversamente, il punto è comprendere il “contesto filippino” alla luce di questioni come la ricchezza, l’emarginazione dell’etnia moro e il potere costituito delle Isole Filippine.

Contestualizzazione storica:

I Moro rappresentano una questione storicamente aperta per le Filippine sin dalla colonizzazione spagnola del 1565, essendo stati oggetto di marginalizzazione, indottrinamento e lasciati nel sottosviluppo economico. Con l’indipendenza dagli Stati Uniti del 1946, la situazione non sembra essere migliorata: la comunità musulmana percepisce un’assenza di impegno da parte del governo sui territori del Mindanao riguardo i servizi sociali e il diritto di autonomia politica stabilito dal referendum del 1989. Inoltre, per i Moro sta diventando fondamentale la difesa dell’indipendenza economica, lavorativa e culturale dal potere centrale di Manila, espressione di quel 92,5% della popolazione di fede cristiana , che cerca di monopolizzare terre e lavoro nelle 4 regioni a maggioranza musulmana. 5

Vivienne Angeles, studiosa di Religione presso La Salle University di Philadelphia, ha pubblicato un interessante lavoro dal titolo “​Moros in the media and beyond: representations of Philippine Muslims”, nel quale viene fatta luce sul passato coloniale delle Filippine: il termine Moro, infatti, fu importato dai colonizzatori spagnoli in senso dispregiativo, per accomunare le popolazioni locali musulmane ai ​moriscos contro cui si era combattuta la Reconquista spagnola. Il consenso alla Spagna fu imposto attraverso la conversione degli indigeni alla religione cristiana come risultato di persecuzioni contro i musulmani.

Durante tutto il periodo della dominazione spagnola, sino al XX secolo, la comunità islamica ha vissuto una costruzione ideologica di diversità, ovvero l’assunzione del ruolo di nemico pubblico da deridere e controllare: numerose opere teatrali locali, chiamate​Moro-Moro, dipingevano i Moro come gente semplice e rozza la cui sottomissione ai Cristiani era qualcosa di scontato e necessario. Con la fine del periodo coloniale, la marginalizzazione della comunità musulmana ha continuato ad essere parte dello spaccato sociale filippino.

Di conseguenza, sul finire degli anni ‘70 inizia a montare un forte risentimento verso Manila, capitale e città cristiana, che sfocia con la nascita del Fronte di Liberazione Nazionale Moro nel 1969. Per la prima volta, la comunità musulmana sceglie di ribellarsi alla discriminazione che subisce da oltre 400 anni, scegliendo di appropriarsi e di reinterpretare il termine “Moro” come comunità culturale e di intenti contro gli oppressori cattolici. La lotta per l’indipendenza porta ad alcune concessioni da parte di Manila, come l’istituzione della Regione Autonoma del Mindanao Musulmano con il già citato referendum del 1989, che porta con sé alcuni poteri legislativi sul piano locale. (6)

Il portale del ​Philippine Statistics Authority permette di avere una panoramica della suddivisione della ricchezza in base al reddito e alla spesa, totali e medie. La Regione Autonoma del Mindanao Musulmano in tutte e 4 le voci, risulta la più svantaggiata delle 17 regioni che compongono il territorio delle isole Filippine: un abitante ha a disposizione una media di 7 euro al giorno, spendendone poco più di 6 ; a Manila, un abitante vive con una cifra compresa tra 16, 50 e 20 euro giornalieri (numeri che tendono al triplo); la media nazionale parla di un reddito giornaliero pari a circa 12 euro. (7)

A man carries the ISIS flag of conquest in front of stoic locals

Conclusione:

Quindi, possiamo parlare di semplice radicalizzazione della comunità islamica? Il quadro che viene introdotto sopra permette di comprendere un netto muro culturale, economico e politico che le autorità di Manila hanno voluto imporre alle popolazioni del Mindanao. Inoltre, la salita al potere di Rodrigo Duterte, che delle sospensioni dei diritti e delle leggi marziali facili ha dato già prova nella lotta al narco-traffico, ha senz’altro polarizzato la contrapposizione sociale.

Guardando l’attuale scenario filippino vediamo come, nei contesti di povertà e percepita ingiustizia, riescono a far breccia nell’animo delle persone gruppi che promettono riscatto. Il Gruppo Maute ha dimostrato visione strategica sia sul piano delle relazioni, affiliandosi ad una grossa organizzazione come ISIS (al centro di mercati di armi e del petrolio di grosse potenze mondiali), sia sul piano del consenso, riuscendo a prendere il controllo della città di Marawi.

Difficile ipotizzare come possa evolversi la situazione: le informazioni che arrivano parlano di una città attualmente spaccata in due,dove i Maute ricevono appoggio dalla popolazione civile. Un coinvolgimento internazionale risulta abbastanza improbabile, poiché le Filippine non sono membro di nessuna alleanza militare; i recenti avvicinamenti tra Duterte e Putin sono ancora molto fumosi e con nulla di concreto. L’unica certezza che possiamo affermare, per adesso, è che le disuguaglianze e la povertà alimentano guerre e sopraffazioni, la cui maggior parte delle vittime ha solo la sfortuna di abitare nelle zone “calde” del pianeta oppure di trovarsi nelle vicinanze di chi decide di affermare il proprio odio facendosi saltare in aria.

Matteo Lorenzoni

NOTE:
1 Per un’introduzione preliminare dello scenario filippino si consulti il sito http://www.census.gov.ph/

2 https://it.wikipedia.org/wiki/Filippine

3 “Filippine” – Pierre De Charentenay

4 https://it.wikipedia.org/wiki/Filippine

5 http://www4.carleton.ca/cifp/app/serve.php/1392.pdf

6 https://www.researchgate.net/publication/226270661_Moros_in_the_media_and_beyond_Representa tions_of_Philippine_Muslims

7 https://psa.gov.ph/sites/default/files/attachments/hsd/article/TABLE%202%20Total%20and%20Avera ge%20Annual%20Family%20Income%20and%20Expenditure%20by%20Income%20Class%20and% 20Region%202012_0.pdf

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