Le elezioni in Andalusia: punto di non ritorno per la Spagna


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Le elezioni in Andalusia dello scorso 2 Dicembre hanno segnato un epocale e radicale cambiamento nel panorama politico spagnolo: per la prima volta dopo 36 anni, la Comunità Autonoma più popolata della Spagna (con oltre 8,4 milioni di abitanti) non avrà un governo a guida socialista e, addirittura, vedrà l’ingresso di una forza di estrema destra (Vox) nel proprio Parlamento (1).

L’antefatto

A seguito della rottura del patto di governo da parte di Ciudadanos (2), che ha lamentato diverse “inadempienze” legate alla mancata realizzazione di una serie di riforme concordate (legge elettorale, abolizione dei privilegi della classe politica, limitazione delle cariche a libera designazione e del cd. fenomeno delle “porte girevoli”) e della chiusura di Podemos e Partido Popular ad un’intesa per l’approvazione della legge di bilancio, la presidentessa Susana Dìaz (PSOE) ha sciolto con decreto il Parlamento, sancendo così la fine della X Legislatura, e indetto le consultazioni in anticipo (3) rispetto alla naturale previsione nella prossima primavera, quando si sarebbero svolte le comunali, autonomiche ed europee, cui il voto andaluso potrebbe rappresentare un interessante presagio.

Nonostante gli scandali politici che hanno travolto il PSOE4, legati alla corruzione e alla distrazione di somme destinate alla formazione e all’impiego spese invece in ristoranti e postriboli (5), Dìaz ha preferito seguire la strada dell’urna al fine di garantire maggiore stabilità alla regione ed evitare così una logorante campagna elettorale di 5 mesi, avendo pensato di poter approfittare proprio del consenso di cui gode il neo Presidente del Governo Pedro Sánchez che l’aveva già sconfitta alle primarie per la guida del partito.

Il sistema elettorale

Prima di procedere con l’analisi del voto, è bene ricordare che l’elezione dei 109 membri del Parlamento andaluso è basata su un sistema proporzionale con liste bloccate ed una soglia di sbarramento del 3%.
A ciascuna delle 8 province, che rappresentano le circoscrizioni elettorali, viene attribuito un numero minimo iniziale di 8 seggi cui vengono aggiunti i restanti 45 distribuiti in maniera proporzionale sulla base della popolazione: 18 seggi Siviglia, 17 Málaga, 15 Cadice, 13 Granada, 12 Almería e Córdoba, 11 Huelva e Jaén.(6)

I grandi sconfitti

In via preliminare è ben evidenziare come, assecondando il comune leitmotiv del resto dell’Europa, anche la Spagna risenta degli effetti della crisi della politica tradizionale, incapace di rispondere concretamente alle reali esigenze di un elettorato sempre più deluso ed ammaliato in maniera crescente da proposte alternative, euroscettiche e populiste: queste elezioni sanciscono definitivamente la fine del duopolio socialista-popolare aprendo ad un pentapartitismo. (7)

Sebbene, infatti, il PSOE si sia confermato come primo partito con il 27,95% dei consensi ed abbia ottenuto 33 seggi (14 in meno della passata legislatura), rimane ben distante dalla maggioranza assoluta di 55 seggi, cifra che non riuscirebbe comunque ad eguagliare neanche con una possibile coalizione di sinistra con Adelante Andalucia (unione di Podemos, Izquierda Unida ed altre realtà del mundo rojo) che ha ottenuto il 16,18% dei consensi e 17 seggi (perdendo 3 seggi rispetto alla tornata precedente).

Si tratta di un terremoto che travolge tutto il pacchetto di sinistra ed il fatto che l’astensionismo al 41% lo abbia colpito in prevalenza è estremamente indicativo.
La prima vittima è il presidente uscente Susana Dìaz, la grande sconfitta,che paga a caro prezzo l’errore tattico di anticipare le urne per risolvere l’impasse istituzionale.

Molti all’interno del suo stesso partito le rimproverano di aver svolto una campagna elettorale “a bassa intensità“ confidando in una facile vittoria e il responsabile dell’organizzazione Ábalos le suggerisce pubblicamente di farsi da parte a seguito della surreale proposta a Ciudadanos di appoggiare un altro esecutivo socialista. (8)

Il suo lìder, Pedro Sánchez, fallisce miseramente la prima grande sfida dopo la conquista del Governo e viene accusato dal “susanismo”, i sostenitori di Dìaz, di aver adottato una linea morbida nei confronti dell’indipendentismo catalano (di certo non può escludersi che la rivalità tra i due ex candidati alle primarie abbia influito negativamente) e le alternative più prossime ai socialisti, Podemos e Izquierda Unida, si palesano incapaci di catalizzarne gli elettori insoddisfatti e di approfittare della débâcle.

Il duello per la leadership

Volgendo lo sguardo ai conservatori, non appare così immediata la formazione di un governo a tre (PP, Cs e Vox) sebbene aritmeticamente possibile.
Il Partido Popular, pur subendo un importante calo nei consensi (il 20,75% ossia 26 seggi, 7 in meno dell’ultimo voto), riesce a mantenere il primato tra i conservatori e in virtù di ciò, scongiurato il sorpasso di Ciudadanos, reclama la presidenza per sé.

Gli arancioni, tuttavia, non sono disposti a cedere lo scettro della leadership ponendo a base della loro argomentazione la maggiore crescita rispetto ai popolari (addirittura sorpassati nelle province di Cadice e Siviglia), che gli ha permesso di ottenere il 18,23% dei consensi e 21 seggi (12 in più del precedente risultato) e, rivendicando come in passato abbiano compiuto un atto di responsabilità al fine di evitare elezioni anticipate con l’appoggio prima al governo di Mariano Rajoy (PP) e poi alla presidenza di Susana Dìaz (PSOE), chiedono il sostegno per la costituzione di un loro “governo del cambiamento”, anche di minoranza. (9)

L’ingresso di Vox, l’estrema destra

L’elemento di novità resta tuttavia l’ingresso di una forza di estrema destra (10,97% e 12 seggi) nelle istituzioni per la prima volta dopo la dittatura.
Il partito, fondato nel 2013 da Santiago Abascal e da alcuni fuoriusciti dal Partido Popular, ha una chiara matrice nazionalista e, reclamando un governo più centralizzato volto a smantellare il sistema delle autonomie, esige la soppressione della comunità catalana e la messa al bando di qualunque movimento o attività che mini l’unità nazionale: ciò aiuta a comprendere l’incremento dei consensi di cui ha goduto a seguito della dubbia gestione del referendum catalano.
Altro grande cavallo di battaglia è la gestione dell’immigrazione e dei rapporti con la confessione musulmana: promuove il rimpatrio degli immigrati irregolari e di quelli regolari che commettono crimini, l’incapacità perpetua di regolarizzare tale posizione al fine di scongiurare “l’effetto chiamata”, la costruzione di un muro invalicabile nelle città africane di Ceuta e Melilla, la chiusura delle moschee più integraliste e l’espulsione per gli imam che promuovono l’integralismo, il disprezzo per la donna e la jihad.(10)

Considerato che proprio a Melilla, alle ultime elezioni europee, il partito ottenne il miglior risultato, il voto andaluso appare coerentemente la naturale progressione di un trend che nasce nel meridione, dove la questione dell’immigrazione è più sentita, ma che senza dubbio investirà il resto del Paese.
Nel frattempo, il partito euroscettico si mostra disponibile al dialogo per un governo che segni una netta discontinuità con la lunga precedente esperienza socialista e rappresenta l’oggetto del desiderio manifesto del Partido Popular (11), inconfessato di Ciudadanos, i quali ormai reggono le redini del post-elezioni.

Leandro Spilla

 

  1. https://elpais.com/elpais/2018/12/03/opinion/1543792307_161676.html
  2. http://www.rtve.es/noticias/20180907/cs-rompe-pacto-investidura-psoe-andalucia-deja-manos-susana-diaz-

    adelanto-electoral/1793585.shtml

  3. http://www.rtve.es/noticias/20181008/susana-diaz-convoca-elecciones-andalucia-para-2-diciembre/1814962.shtml?

    pais=ES

  4.  https://www.elmundo.es/andalucia/2018/08/25/5b81a01046163f03138b4671.html
  5.  https://elpais.com/politica/2018/10/19/actualidad/1539959991_306262.html
  6.  Ley 1/1986, de 2 de enero, Electoral de Andalucía
  7. https://www.larazon.es/local/andalucia/la-abstencion-apuntillo-al-psoe-LI20828470
  8.  https://www.larazon.es/espana/abalos-senala-a-diaz-la-puerta-de-salida-liga-su-continuidad-a-que-logre-gobernar- KL20817287
  9. https://www.elmundo.es/andalucia/2018/12/02/5c04302221efa022308b45a1.html
  10. https://www.voxespana.es/biblioteca/espana/2018m/gal_c2d72e181103013447.pdf

    11.  https://www.elperiodico.com/es/politica/20181204/moreno-exige-ciudadanos-vox-cedan-presidencia-junta-7183733

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